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MAGGIO
06-05-08:
Sostegno economico e uso
corretto
dei guadagni dei migranti.
Tema della puntata è la
microfinanza
campesina. Alcuni anni fa, in Ecuador, sono nate le “Casse di oro e
credito”,
strutture finanziarie analoghe alle casse rurali italiane e nate
appositamente
per superare il rischio di esclusione sociale dei meno abbienti. Queste
banche
di comunità attraverso un sistema di microcrediti aiutano gli
strati più deboli
della società.
Un esempio concreto del loro operato
è il
sostegno che danno all’agricoltura dei campesinos.
Questa importantissima
attività di supporto
finanziario, inizia nel 2002 a Quito (capitale dell’Ecuador) dove viene
stipulato un accordo tra due istituti di credito: l’italiano Federcasse
e
l’ecuadoriano Co-desarollo. È proprio da questo accordo che
nasce il progetto
Microfinanza campesina simbolo della cooperazione internazionale per
combattere
la povertà e l’esclusione sociale.
In puntata interviene Franco
Caleffi,
direttore generale di Federcasse, il quale è impegnato in una
missione molto
importante: insegnare un uso corretto e responsabile delle rimesse
finanziarie,
cioè degli aiuti economici che chi rimane nel paese d’origine
riceve dal
migrante. Un uso corretto delle rimesse significa utilizzare il denaro
per un
effettivo miglioramento delle condizioni di vita e, soprattutto,
finalizzarle
allo sviluppo locale.
Franco Caleffi, parla anche servizi
bancari
che la Banca di Credito Cooperativo offre agli emigrati, servizi tutti
finalizzati alla loro bancalizzazione.
Nel corso della puntata Monsignor
Celi ci ha
parlato del messaggio alla cristianità inviato dal Papa in
occasione della 42
esima giornata mondiale delle comunicazioni sociali: l’obiettivo dei
mezzi di
comunicazione è cercare la verità per condividerla, solo
così possono rimanere
quel che devono essere, un servizio per la società. In caso
contrario, quando
peccano di eccessivo protagonismo, divengono qualcosa di deleterio per
l’umanità, influendo negativamente sul cammino dell’uomo,
sottomettendolo agli
interessi dei dominanti e facendolo divenire uno strumento nelle mani
di altri.
08-05-08:
Spazio di orientamento psicologico: L’invisibilità: conseguenza
del
lavoro sommerso
Il tema della puntata è il
lavoro nero e lo sfruttamento
degli immigrati clandestini e degli italiani. Quali i problemi
psicologici creati
da questa condizione?
In primis il fatto che il lavoratore
in nero è
come se fosse invisibile, come se perdesse parte della sua
identità, della sua
persona. Persone senza radici e, spesso, con aspettative di vita (sulle
quali
si basava il sogno migratorio) frantumate dalla vera realtà
delle cose.
L’invisibilità si riflette anche sui rapporti sociali, i quali,
in tale
condizione, sono molto difficili da creare.
Si è riflettuto, poi, su uno
dei problemi più
impellenti, quello dei figli dei clandestini, e individuato nella
scuola uno
dei maggiori e più efficienti veicoli d’inserimento alla
società d’accoglienza.
La risposta più diffusa della
società è l’indifferenza
e il rifiuto, perché, per i più, “conviene non vedere”.
La cosa più terribile
è che si rischia di
rimanere schiacciati in un circolo vizioso: ognuno ha bisogno di essere
riconosciuto dagli altri, di essere trattato come un essere umano, ma
se ciò
non avviene finisce lui stesso per non riconoscersi, e ad essere
ferita, in
questo caso, è la mia stessa dignità. La condizione
è quella del crollo dell’autostima.
Il sentimento più diffuso è la paura e la frustrazione.
La paura nei confronti
della tua famiglia, dalla quale non puoi tornare; la paura nei
confronti della
società d’accoglienza, alla quale non ti puoi adattare
perché per lei non
esisti e nella quale sei relegato in una posizione di mutismo; la paura
di non
avere punti di riferimento.
13-05-08:
La convivenza tra religioni: non
un sogno ma una realtà realizzabile
Tema principale è
l’interreligiosità
attraverso la testimonianza di Luca Barato, uno dei partecipanti del
“Tavolo
religioso” tenutosi a Roma e che riunisce insieme sette comunità
diverse: da
quella protestante a quella ortodossa, dalla comunità islamica a
quella
buddista...
Ogni comunità incontra una
scuola, in modo
tale da impartire loro un messaggio importantissimo: la cultura non
è una ma è
fondamentalmente multipla.
Ma
questa
puntata ci offre un esempio estremamente singolare ed esaustivo del
concetto di
interreligiosità: quello di un villaggio che sorge ad
un’identica distanza da
Gerusalemme e da Tel Aviv. La particolarità di tale insediamento
è che è stato
creato congiuntamente per ebrei ed arabi palestinesi. Attualmente ci
vivono 50
famiglie: 25 di origine ebraica, 25 arabo palestinese. Questo
villaggio, dal
1972, è fautore di un’idea di convivenza basata sulla reciproca
conoscenza e
comprensione.
Nel corso della puntata
l’arcivescovo Marcellino
Marchetto, in un’intervista, affronta i problemi maggiori della
famiglia
migrante. La scissione del nucleo familiare (se solo qualcuno lascia il
paese
d’origine), le difficoltà che in ogni caso tutta la famiglia
deve affrontare,
gli orari di lavoro, le condizioni di
vita non ottimali, la lontananza, il contatto con una cultura diversa,
la
necessità alle volte che un genitore ha nel rivestire un doppio
ruolo (madre e
padre). Tutti questi problemi, molto spesso, causano problemi interni
alla
famiglia: incomprensione, divorzi, assenza di dialogo tra genitori e
tra
genitori e figli…
15-05-08:
Spazio di orientamento psicologico: Quando una madre migra:
conseguenze sui rapporti e sugli equilibri familiari
La puntata affronta un tema molto
delicato:
quello delle madri migranti.
La prima domanda mira a ricostruire
quali sono
i problemi che queste incontrano.
Il primo problema che si crea
è quello della disintegrazione
della famiglia: dopo la partenza nulla sarà più uguale a
prima. Durante il
viaggio, poi, le donne possono essere vittime di violenza sessuale. Una
volta
arrivati, il problema maggiore senza dubbio è quello di trovare
lavoro e di
entrare in una rete sociale capace di creare amicizie ed affetti.
Altro quesito affrontato è
come cambia una
famiglia senza la madre? Tantissimo. Il cambiamento, spesso, si traduce
nella
perdita di un equilibrio precedentemente fornito dalla mamma, la quale
subisce
una forte perdita d’autorità: come si può pretendere che
un figlio ascolti un
tuo rimprovero se sta dall’altra parte del mondo? Oltretutto sono i
ruoli della
famiglia, spesso, a mutare: qualcun altro prende il posto che prima era
della
madre (una zia, una sorella..).
Quindi, anche se fisicamente solo la
mamma
migra, immaginariamente, cioè con la mente e l’anima, si
può dire che tutta la
famiglia migra.
Quali i sentimenti dominanti nel
cuore delle
mamme migranti? Accanto alla paura, c’è la volontà di non
soffermarsi molto sul
pensiero di ciò che si è lasciato.. ma è il senso
di colpa, sicuramente, il
sentimento più diffuso.
20-05-08:
Riflessioni sul pacchetto
sicurezza e sulla legge Bossi-Fini (prima Parte)
Nella puntata si parla delle nuove
leggi
sull’immigrazione del governo Berlusconi.
L’avv. Emilio Sanchez ci parla dell’incertezza
e dell’assenza di informazioni
che si può riscontrare non solo tra la gente comune, ma anche
negli uffici
immigrazione, della pubblica amministrazione. Un’ambiguità
creata dalla legge
Bossi-Fini.
Una delle domande più attuali
è la seguente:
cosa cambierà, con il pacchetto sicurezza, per le
comunità rom? A parlarci di
ciò è l’avv. Gabriella Telescha la quale lavora a diretto
contatto con questa
comunità sul territorio romano. Ci sono diversi luoghi comuni
sui rom:
innanzitutto quello di credere che tutti i campi siano abusivi,
così non è in
quanto moltissimi sono autorizzati dal comune di Roma e proprio in
questi si
realizzano progetti che puntano all’inclusione dei rom nella
società italiana;
altro luogo comune è quello che ci dipinge i rom come delle
comunità chiuse non
inclini al dialogo: ciò viene smentito dall’alta partecipazione
ai progetti
d’inserimento.
Il problema principale dei rom
è l’assenza di
identità: nessuno riconosce loro il diritto di cittadinanza. Da
qui una serie
di problemi non solo di natura pratica ma anche simbolica ed
identitaria.
22-05-08:
Spazio di orientamento psicologico: L’esperienza della maternità
in
Italia: quali i dubbi quali i problemi?
La tematica affrontata nella puntata
è l’essere
madre in Italia. Come si vive la maternità in Italia, lontani
dalla famiglia e
in un paese straniero che diverrà la patria di tuo figlio?
Il primo pensiero è quello
della difficoltà di
mantenere il proprio lavoro, di conciliare l’attività lavorativa
con quella
familiare, che diverrà molto più impegnativa con un
neonato. È estremamente
complicato crescere un bambino senza l’appoggio di nessuno, specie
della propria
mamma, figura fondamentale, per ogni donna, durante la gravidanza.
Dividersi
tra i lavori di casa e quelli fuori, cercare un asilo, portarlo a
scuola, trovare
una sistemazione per i figli quando si è fuori per lavoro:
questi alcuni dei
tanti problemi pratici cui si va in contro. La sensazioni di queste
madri è
quella di non riuscire a gestire le difficoltà che si
presentano,
un’impossibilità, tuttavia, alla quale si va in contro per
vivere la gioia che,
comunque sia, una gravidanza offre.
I bambini che nasceranno,
rappresentano
l’incontro tra due identità che saranno perfettamente integrate
tra loro in
questa nuova nascita.
27-05-08:
Riflessioni sul pacchetto
sicurezza e sulla legge Bossi-Fini (seconda Parte)
Nella puntata si parla nuovamente
del decreto
sicurezza e della situazione dei rom in particolar modo a Roma. A
parlare di
ciò è ancora l’avv. Gabriella Telescha.
Crescono sempre di più i
sentimenti di
insofferenza, e quindi i casi di intolleranza, nei confronti di questa
comunità. Oltre che a causa della disinformazione l’insofferenza
degli
italiani, secondo la dottoressa, potrà acuirsi in risposta al
pacchetto
sicurezza, emanato dal consiglio dei Ministri il 21 maggio 2008, nel
quale si
parla di “lotta al nomadismo”.
Il fatto è che il problema
dell’immigrazione,
necessita di un diverso approccio, non coercitivo, ma analitico. Si
dovrebbe
iniziare con una tavola rotonda attorno alla quale riunire tutti gli
organi che
lavorano nel settore dell’immigrazione (questura, prefettura...) per
fare,
prima di tutto, un’analisi della legge Bossi-Fini, legge altamente
incerta ed
ambigua e che crea, quindi, un caos operativo.
Ciò che bisogna cambiare
è l’idea che una
buona parte dell’opinione pubblica e politica nutre nei confronti
dell’immigrazione: questa deve essere considerata una risorsa e non
fonte di
criminalità.
29-05-08: Spazio di orientamento psicologico: Ritorno
a casa: quali i risvolti
psicologici?
Cosa succede quando si ritorna al
proprio
paese? È questo il tema della puntata.
Innanzitutto bisogna precisare che
ci sono due
motivazioni che spingono al ritorno in patria: una obbligata, per dei
problemi
legali, e l’altra volontaria, perché si è arrivati alla
fine di un percorso o
anche perché nel proprio paese si sono presentate delle
possibilità d’impiego
che, al momento della partenza, non esistevano.
Ciò di cui bisogna tener
conto è che quando
torniamo a casa, tutto è cambiato. In primis noi stessi e dunque
anche i rapporti
con i propri cari. I genitori dovranno ricucire i rapporti, fatti di
piccole
cose quotidiane, con i propri figli oramai cresciuti, dovranno
rientrare nella
loro vita. Tutto ciò sarà molto difficile, all’inizio ci
sarà imbarazzo.
Le dinamiche che si
instaureranno, però,
saranno estremamente diverse se si torna da “perdenti”, cioè se
l’esperienza
migratoria non avrà prodotto guadagni (ma non solo economici!).
Quest’ultimo
caso produce profonda frustrazione, in quanto l’idea di aver fallito si
incontra con la presa di coscienza che tutto è rimasto uguale a
prima che
partissimo.
APRILE
24-04-08
Italiano
Il
permesso di
soggiorno: aspetti
emozionali e psicologici.
In
questa puntata abbiamo presentato dei testimoni che ci raccontano come
hanno
affrontato il problema del permesso di soggiorno. Abbiamo visto come
sia
importante assumere la responsabilità della nostra situazione,
informarci e
fare tutto il possibile per risolvere i nostri problemi. Tante volte,
quando
migriamo facciamo una “corsa per sopravvivere” e ci concentriamo in
lavorare ed
inviare dei soldi alla nostra famiglia. Tuttavia, è molto
importante fermarci
ogni tanto per analizzare come stano le cose e cosa possiamo fare in
modo diverso
per stare meglio.
Abbiamo
risposto le seguenti domande:
L’attitudine di “lasciarle alla sorte”,
di non assumere la responsabilità della situazione, quali
conseguenze può
comportare?
Quando
lasciamo le cose alla sorte non possiamo “misurare” i nostri risoltati
e
possiamo sentirci frustrati, delusi e arrabbiati perché lasciamo
di credere in
noi stessi.
Quando
ci fermiamo a
pensare e ci
troviamo con l’ansia e la disperazione, cosa posiamo fare?
Capire
che questi problemi sono parte del processo migratori e che è
molto importante
informarci prima di lasciare il nostro paese di origine. D’altra parte
è
fondamentale gestire questi sentimenti e non lasciare che ci
paralizzino.
Quando
i genitori non hanno
il permesso
di soggiorno, quali conseguenze può comportare?
I
figli possono vivere molti sentimenti di ansia e di paura. È
molto importante
spiegare loro questa situazione in modo chiaro e semplice, senza
trasmettere
loro ansia o disperazione.
Quali
suggerimenti diamo
alle persone
che vivono una situazione difficile con il permesso di soggiorno?
Appoggiarsi
in tutte le organizzazioni che si dedicano a risolvere questo tipo di
problemi,
perché si può fare di più quando si sta in gruppo
che quando si sta da soli. È
anche importante dare al permesso di residenza “un posto” e non
lasciare che
tutta la nostra vita giri in torno a questo problema. Inoltre, attuare
in modo
risolutivo, in collaborazione con altre persone e quando ci troviamo
davanti ad
un “no”, bussare altre porte.
Español
El
permiso de residencia: aspectos emocionales y psicológicos.
En este programa
hemos
presentado algunos testimonios que nos cuentan cómo han
enfrentado el problema
del permiso de residencia. Hemos visto cómo es muy importante
asumir la
responsabilidad de nuestra situación, informarnos y hacer todo
lo que esté en
nuestras manos para resolver nuestros problemas. En muchas ocasiones
cuando
migramos hacemos una “carrera por la sobrevivencia” y nos centramos en
trabajar
y en mandar dinero a nuestra familia. Sin embargo, es muy importante
detenernos
de vez en cuando para analizar cómo están las cosas y
qué podemos hacer de modo
diferente para estar mejor.
Hemos
respondido a las
siguientes preguntas:
La
actitud de “dejar a la suerte”, de no asumir la responsabilidad de la
situación, ¿qué consecuencias puede traer?
Cuando dejamos las
cosas a la
suerte no podemos “medir” nuestros resultados y podemos sentirnos
frustrados,
“desencantados” y enojados porque dejamos de creer en nosotros mismos.
Cuando
a veces nos detenemos a pensar y nos encontramos con el ansia y la
desesperación, ¿qué podemos hacer?
Entender que estos
problemas
son parte del proceso migratorio y que es muy importante informarnos
antes de
dejar nuestros países de origen. Por otra parte es fundamental
manejar estos
sentimientos y no dejar que nos paralicen.
Cuando
los padres no tienen permiso de residencia ¿qué
repercusiones puede tener?
Los hijos pueden
vivir muchos
sentimientos de ansia y de miedo. Es muy importante explicarles esta
situación de
la forma más clara y sencilla posible, sin transmitirles ansia o
desesperación.
¿Que
sugerencias damos a las personas que viven una situación
difícil con el permiso
de residencia?
Apoyarse en todas
las
organizaciones que se dedican a resolver este tipo de problemas, porque
se
puede lograr más cuando se está en grupo que cuando
estamos solos. También es
importante darle al permiso de residencia “un lugar” y no dejar que
toda
nuestra vida gire en torno a este problema. Además, actuar con
resolución, en
colaboración con otras personas, y cuando encontramos un “no”,
tocar otras
puertas.

24-04-08:
Italiano
Il Permesso di Soggiorno, aspetti
emozionali e psicologici:
In
questa puntata abbiamo parlato dell’ansia e della paura che vivono
molte
famiglie migranti che hanno difficoltà per ottenere o rinnovare
il permesso di
soggiorno. D’altra parte abbiamo presentato un’intervista a Lamine
Davo, un
artista senegalese, che ha un’associazione chiamata “Ritmi della terra
nera”
dedicata a promuovere ed a divulgare la cultura africana in Italia e
nel resto
del mondo.
Lamine
Davo lavora come mediatore culturale e insegna musica e danza nelle
scuole
elementari. Vive in Italia da quasi otto anni e ha realizzato uno
spettacolo
chiamato “Stress, quel maledetto pezzo di carta”, creato a partire
delle sue
esperienze con i tramiti per rinnovare il permesso di residenza. Una
delle cose
che l’hanno colpito di più è stata la forza e l’speranza
di tanti genitori che
avevano bisogno del permesso per potere lavorare e tirare avanti la
loro
famiglia.
In
questo spettacolo Lamine Davo ha ricreato alcune scene che ha vissuto
in
Questura e ha incluso gente migrante da undici paesi diversi. La
risposta dal
pubblico è stata molto positiva, sia dalla gente migrante sia
dalla gente
italiana, che si è avvicinata ad una realtà tante volte
ignorata.
Español
El permiso de estadía, aspectos
emocionales y psicológicos:
En este
programa hemos
hablado del ansia y del miedo que viven muchas familias migrantes que
tienen
dificultades para obtener o renovar el permiso de residencia.
Por otra parte,
hemos
presentado una entrevista a Lamine Davo, un artista senegalés,
que tiene una
asociación llamada “Ritmos de la tierra negra”, dedicada a
promover y a
divulgar la cultura africana en Italia y en el mundo.
Lamine Davo trabaja
como
mediador cultural y enseña música y danza en las escuelas
primarias. Vive en
Italia desde hace casi ocho años y ha realizado un
espectáculo llamado “Stress, quel maledetto pezzo
di
carta”, creado
a partir de sus experiencias con los trámites para renovar el
permiso de
residencia. Una de las cosas que más lo conmovieron fue la
fuerza y la
esperanza de muchos padres de familia que necesitaban el permiso para
poder
trabajar y sacar adelante a su familia.
En este
espectáculo Lamine
Davo ha recreado algunas escenas que ha visto en la “Questura”
y ha incluído gente migrante de once países diferentes.
La respuesta del público fue muy positiva, tanto de la gente
migrante como de
la gente italiana, que pudo acercarse a una realidad muchas veces
ignorada.
10-04-08
Italiano
Lottare per una vita con diritti.
In
questa puntata abbiamo presentato un’intervista alla signora Anita
Ortiz, da El
Salvador, che ci ha raccontato come vive la gente del suo paese. Come
in altri
paesi dell’America Latina, attualmente. El Salvador vive una situazione
molto
difficile a livello economico e sociale, in cui mancano le condizioni
necessarie per garantire i diritti minimi quali la salute, la casa,
l’educazione e il lavoro. Le grandi difficoltà per studiare, per
avere un
lavoro, per potere avere una casa degna, portano molte persone e
cercare un’
“uscita facile” provocando un aumento della delinquenza.
Purtroppo
le misure che ha presso il governo per cercare di risolvere questo
problema
sono state controproducenti.
Tuttavia,
al di là di questi problemi, in El Salvador ci sono molte
organizzazioni
dedicate a promuovere i diritti umani e a lottare per una vita
più degna per
tutti. Inoltre, ci sono delle associazioni dedicate a cercare la
verità su dei
fati storici nascosti dal governo: c’è una lotta per fare
prevalere la verità,
per potere generare un ambiente di riconciliazione. Le nuove
generazioni hanno
bisogno di conoscere la loro storia, per non permettere che quelle
terribili
violazioni ai diritti umani si ripetano nel futuro.
Abbiamo
risposto le seguenti domande:
Cosa
succede quando una
persona vive
una situazione in cui i suoi diritti sono violati?
È
come un terremoto che squilibra tutta la famiglia. Non avere una casa
degna, ad
esempio, provoca molti problemi a livello familiare che influiscono
altre aree
della persona,come la salute.
Cosa
capita con i giovani
quando non
hanno il diritto all’educazione?
Si
demotivano tanto e perdono la voglia di continuare a studiare. Questi
giovani
tante volte finiscono per cercare un modo facile di guadagnare dei
soldi, che
diventa poi delinquenza. È come se gli studi fossero un tempo
perso che non ha
molto senso.
Quali
somiglianze e
differenze troviamo
tra i giovani descritti dalla signora Anita e i giovani che studiano in
Italia?
A
volte i giovani italiani sono demotivati perché non trovano
l’utilità di
studiare: la formazione ed una laurea non sono garanzia di trovare un
lavoro.
Tuttavia le condizioni economiche della gente di El Salvador e d’Italia
sono
molto diverse. D’altra parte, i giovani migranti che studiano in Italia
di
solito sono più motivati a prepararsi ed studiare per la storia
di migrazione
che hanno vissuto con le loro famiglie.
Español
Luchar
por una vida con derechos.
En este programa
hemos
presentado una entrevista a la señora Anita Ortiz, de El
Salvador que nos ha
contado cómo vive la gente en su país. Como en otros
países de América Latina,
actualmente El Salvador vive una situación muy difícil a
nivel económico y
social, en la que faltan las condiciones necesarias para garantizar los
derechos
mínimos como la salud, la vivienda, la educación y el
trabajo. Las grandes
dificultades para estudiar, para conseguir un trabajo, para poder tener
una
vivienda digna, llevan a muchas personas a buscar una “salida
fácil” provocando
un aumento en la delincuencia. Desafortunadamente las medidas que ha
tomado el
gobierno para tratar de resolver este problema han sido
contraproducentes.
Sin embargo, a pesar
de todos
estos problemas, en El Salvador hay muchas organizaciones que se
dedican a
promover los derechos humanos y a luchar por una vida más digna
para todos.
Además hay asociaciones dedicadas a buscar la verdad sobre
algunos
acontecimientos históricos que han sido ocultados por el
gobierno: hay toda una
lucha para que se haga prevalecer la verdad, para poder generar un
ambiente de
reconciliación. Las nuevas generaciones necesitan conocer la
historia, para que
no permitan que esas terribles violaciones a los derechos humanos se
vuelvan a
dar en el futuro.
Hemos respondido a
las
siguientes preguntas:
¿Qué
pasa cuando una persona vive una situación en la que se violan
sus derechos?
Es como un terremoto
que
desequilibria a toda la familia. El no tener una vivienda digna, por
ejemplo,
provoca muchos problemas a nivel familiar que repercuten en otras
áreas de la
persona, como la salud.
¿Qué
pasa con los jóvenes cuando no tienen el derecho a la
educación?
Se desmotivan mucho
y pierden
las ganas de seguir estudiando. Estos jóvenes a veces terminan
buscando un modo
fácil de ganar dinero, que se convierte en delincuencia. Es como
si los
estudios fueran un tiempo perdido que no tiene mucho sentido.
¿Qué
similitudes y diferencias encontramos entre estos jóvenes que
describe la Señora Anita
y los jóvenes que
estudian en Italia?
A veces los jóvenes italianos
están desmotivados porque no encuentran la utilidad de estudiar:
la formación y
una carrera universitaria no es una garantía de encontrar un
trabajo. Sin
embargo las condiciones económicas de la gente de El Salvador y
de Italia son
muy diferentes. Por otra parte, los jóvenes migrantes que
estudian en Italia
generalmente están más motivados a prepararse y a
estudiar por la misma
historia de migración que han vivido en sus familias.

03-04-08:
Italiano
I diritti e i doveri dei migranti: uno
sguardo dalla psicologia.
In
questa puntata abbiamo presentanto un micro-programma sui diritti,
realizzato
dai “Radialistas Apasinoad@os” ed un “vox populi” degli allievi e
allieve di
“Fe y Alegria” che ci hanno parlato dei diritti in quanto persone e
dell’autostima.
Abbiamo
risposto le domande seguenti:
Quali
comportamenti possono
sviluppare
le persone che si sentono offese nella loro dignità o
discriminati?
Le
persone che si sentono offese nella loro dignità o discriminati,
possono
sentire molto rancore, frustrazione, impotenza e tanta rabbia. Alcune
di queste
persone sentono molta voglia di vendicarsi e di “fargli pagare”
all’altro
quello che hanno sofferto; pensano “se mi sento rifiutato,
perché dovrei integrarmi?
D’altra parte ci sono persone che vivono queste esperienze in modo
diverso,
sentendosi impotenti e tristi. Con il tempo cominciano a rassegnarsi,
lasciando
le cose alla sorte senza fare delle azioni concrete per cambiare la
loro
situazione.
Se
non abbiamo una persona
che ci dia
supporto, cosa possiamo fare?
È
molto importante cercare delle associazioni o gruppi in cui ci possiamo
appoggiare. Quando migriamo abbiamo bisogno di ricostruire le nostri
radici e
di fare nuovi rapporti con gli altri.
Quando
una persona si sente
trattata
male, discriminata, cosa può fare?
Anzitutto,
cercare di pensare che sempre c’è una possibilità di
uscire della situazione.
Inoltre, cercare di capire bene cosa è successo, quale sia stato
il punto del
problema e cosa si può fare in modo diverso per risolverlo.
Perché
è
così difficile “farsi valere”?
Più
che aspettare che gli altri ci diano valore, è fondamentale
darci valore a noi
stessi, credendo in noi stessi e rendendoci conto di quello che
possiamo
apportare agli altri. Il nostro modo di sentirci con noi stessi si
riflette nei
rapporti che abbiamo con gli altri. D’altra parte è importante
accettare che
sbagliamo e che gli errori sono una opportunità per imparare.
Come
favorire il senso di
responsabilità e il rispetto verso i diritti?
Sentirci
risposabili delle nostre azioni comincia da quando siamo piccoli con
l’educazione. Un altro aspetto molto importante è la chiarezza
nei nostri
diritti e nei nostri obblighi ed avere pensieri che siano adeguati,
cioè,
metterci in una situazione realistica e non come vittime che non
possono fare
nulla.
Per
concludere, abbiamo letto dei diritti e delle responsabilità
delle persone
migranti:
Abbiamo
il diritto di dire di “no”;
abbiamo
il diritto di non capire qualcosa;
abbiamo
il diritto di fare degli sbagli;
abbiamo
il diritto di esprimere la nostra opinione ed a essere ascoltati;
abbiamo
il diritto alla dignità;
abbiamo
il diritto ad essere trattati con considerazione;
siamo
responsabili di trattare gli altri in modo onesto e giusto, rispettando
la loro
dignità; siamo responsabili delle nostre azioni e delle loro
conseguenze;
siamo
responsabili di appoggiare i diritti degli altri;
siamo
responsabili delle proprie decisioni;
siamo
responsabili della propria vita: quello che ci capita è spesso
il risultato
delle nostre decisioni.
Español
Los
derechos y los deberes de los migrantes: una mirada desde la
psicología.
En este programa
hemos
presentado un micro-programa sobre los derechos, realizado por los
“Radialistas
Apasionad@s” (dirección de internet) y un “vox populi” de los
alumnos y alumnas
de Fe y Alegría (dirección de internet) che nos hablan
sobre los derechos como
personas y la autoestima.
Hemos
respondido a las
siguientes preguntas:
¿Qué
comportamientos pueden desarrollar las personas que se sienten
ofendidas en su
dignidad o discriminadas?
Las personas que se sienten
ofendidas en su dignidad o descriminadas, pueden sentir mucho rencor,
frustración, impotencia y mucho
coraje, que pueden llegar a convertirse en rabia. Algunas de
estas personas sienten
muchas ganas de vengarse y de “hacerle pagar” al otro lo que han
sufrido;
piensan “si yo me siento rechazado, ¿por qué me tengo que
integrar? Por otra
parte hay personas que viven estas experiencias en modo diferente,
sintiendose impotentes
y muy tristes. Con el tiempo se empiezan a resignar, dejando las cosas
a la
suerte sin hacer acciones concretas para cambiar su situación.
Si
no tenemos una persona que nos apoye, ¿qué podemos hacer?
Es muy importante
buscar
asociaciones o grupos en los que nos podamos apoyar. Cuando migramos
necesitamos
volver a “echar raíces” y a reconstruir nuevas relaciones con
los demás.
Cuando
una persona se siente tratada mal, discriminada, ¿qué
puede hacer?
Primero tratar de
pensar que
siempre hay unan posibilidad de salir de la situación.
Además tratar de
entender bien qué fue lo que pasó, cual fue el punto del
problema y qué se
puede hacer de forma diferente para resolverlo.
¿Por
qué es tan difícil “hacerse valer”?
Más que
esperar a que los
demás nos valoren, es fundamental valorarnos a nosotros mismos,
creyendo en
nosotros y dándonos cuenta de lo
que
estamos aportando a los otros. Nuestra manera de sentirnos con nostros
mismos
se refleja en las relaciones que tenemos con los demás. Por otra
parte es
importante aceptar que nos equivocamos y que los errores son una
oportunidad
para aprender.
¿Cómo
favorecer el sentido de responsabilidad y el respeto hacia los derechos?
El sentirnos
responsables de
nuestras acciones empieza desde que estamos pequeños con la
educación. Otro
aspecto muy importante es la claridad en nuestros derechos y en
nuestras
obligaciones y el tener pensamientos que sean adecuados, es decir,
ponernos en
una situación “realista” y no como víctimas que no pueden
hacer nada.
Para concluir hemos
leído
algunos derechos y responsabilidades de las personas migrantes:
Tenemos derecho a
decir “no”.
Tenemos derecho a no
entender
algo.
Tenemos derecho a
cometer
errores.
Tenemos derecho a
expresar
nuestra opinión y a ser escuchados.
Tenemos derecho a la
dignidad.
Tenemos derecho a
ser
tratados con consideración.
Somos responsables
de tratar
a los demás honesta y justamente, respetando su dignidad.
Somos responsables
de
nuestras propias acciones y de sus consecuencias.
Somos responsables
de apoyar
los derechos de los demás.
Somos responsables
de
nuestras propias decisiones.
Somos responsables
de nuestra
propia vida: lo que nos sucede es a menudo resultado de nuestras
decisiones.

MARZO
21-03-08:
Italiano
Violenza di
genere e prevenzione
In
questa puntata abbiamo
parlato della violenza mascolina contro le donne, problema radicato
nella
cultura e nella società mascolina patriarcale. Abbiamo
presentato un radio
dramma prodotto da Radio Neartheland in cui si tratta il caso di Maria,
basato
in una storia reale. Abbiamo anche incluso un’intervista con la
dottoressa
Gabriela Paparaccio, responsabile della formazione del Centro
antiviolenza
“Differenza Donna”.
Le domande che
abbiamo
risposto nel programma sono:
Quali sono le
forme di
violenza di cui Maria è vittima?
Ci sono varie
forme di
violenza: la fisica, come le botte o gli spintoni e la psicologica, che
è più
nascosta e che a volte non si nota, come le umiliazioni, le minacce o
l’intimidazione.
Quali fattori
dovrebbe
valutare Maria per decidersi a cercare aiuto?
Il “circolo”
della violenza
è come una storia senza fine di cui è molto difficile
uscirne senza aiuto e c’è
da mettere su tutte le cose la sicurezza e l’integrità della
donna.
Quali
caratteristiche
psicologiche presenta Maria?
Maria ha molta
paura, è
molto stressata, è incerta e tutto ciò la porta ad un
blocco emozionale. È
molto demotivata e non crede alle persone, si sente sola ed incapace di
trovare
una soluzione.
Come affrontare i
pregiudizi e cambiare la mentalità che impedisce tante donne di
rendersi conto
che sono vittime della violenza?
È
importante renderci conto
che tutti in qualche modo partecipiamo a questo problema. Inoltre, i
pregiudizi
si combattono con l’educazione: è importante analizzare quando
la donna è vista
come oggetto e quando è vista come persona. È importante
l’educazione delle
bimbe e delle donne come esseri indipendenti.
Quali
suggerimenti diamo
alle donne vittime della violenza e alla gente che è vicina loro?
Per la gente
vicina loro è
importante rispettare i sentimenti di paura e di vergogna di queste
donne ed
offrire tutto il supporto di cui hanno bisogno.
Per le donne
vittime della
violenza è fondamentale parlare del problema e lasciarsi
aiutare, perché una
delle cose che mantiene la violenza è precisamente il segreto.
È anche
necessario affrontare la paura e i pensieri che tante volte bloccano la
donna e
le impediscono parlare di questo problema con altri.
Inoltre, è
molto difficile
che una donna “cambi” un uomo violento: la donna vittima di violenza
solo può
badare a lei stessa e cambiare il suo modo di affrontare il problema.
È
indispensabile che la donna si allontani dall’aggressore e che entrambi
ricevano un trattamento psicologico e psicoterapeutico.
D’altra
parte,
l’avvocato
Emilio Sánchez ci ha offerto un orientamento giuridico su alcuni
aspetti legali
e ha risposto a le seguente domande:
Quali consigli
legali
darebbe lei a Maria?
In primo posto
non
lasciarsi intimidire per non avere documenti. La legge Bossi-Fini
prevede un
tipo speciale di permesso di soggiorno per le donne vittime di
violenza. Il
consiglio è che se una donna soffre violenza psicologica o
fisica, si rivolga
in Questura o all’autorità competente e faccia la denuncia,
senza timore e
paura, perché se non ha i documenti in regola non la
espelleranno e non ci
saranno ripresagli. Se ci sono figli
minorenni si può presentare una denuncia al Tribunale dei
Minori, soprattutto
quando il padre non vuole sapere niente del figlio piccolo.
Nel caso in cui
una donna
non possa pagare un avvocato, c’è una procedura da seguire?
Nei temi penali,
quando si
apre un processo e si un giudice viene assegnato, l’avvocato può
richiedere di usufruire
del “gratuito patrocinio” e gli onorari dell’avvocato corrono a carico
dello
Stato: se la donna ha un redito annuo inferiore a 9.500 euro, il
Tribunale le
concederà questa possibilità e coprirà gli
onorario dell’avvocato.
Per concludere, se una
donna è vittima di violenza, si può rivolgere al Centro
antiviolenza
“Differenza Donna” a via delle Tre
Canelle, 15 o
chiamare al telefono 06 6780537.
Può rivolgersi
anche a qualsiasi centro anti-violenza presente nel territorio italiano
o rivolgersi
agli assistenti sociali del municipio di riferimento.
Español
La violencia
de género y su
prevención
En este programa hemos
hablado de la violencia masculina en contra de
las mujeres, problemática enraizada en la cultura y en la
sociedad masculina
patriarcal. Hemos presentado un radio drama producido por Radio
Nearthenland en donde se trata el caso de
María, basado en
una historia real. También hemos incluído una entrevista
con la doctora
Gabriela Paparaccio, responsable della formación del Centro
antiviolencia “Differenza Donna”.
Las preguntas que hemos
respondido a lo largo del programa son:
¿Cuáles son las
formas de violencia de las que María es víctima?
Existen varias formas de
violencia: la física, como los golpes o los
empujones; y la psicológica, que es más oculta y a veces
no se nota, como las
humillaciones, las amenazas o la intimidación.
¿Qué factores
tendría que valorar María para decidirse a buscar ayuda?
El “círculo” de la
violencia es como una historia sin fin de la que es
muy difícil salir sin ayuda y hay que poner sobre todas las
cosas la seguridad
y la integridad de la mujer.
¿Qué
características psicológicas presenta María?
María presenta
muchísimo miedo, está muy estresada, tiene mucha
incertidumbre, y todo esto la lleva a un bloqueo emocional. Está
desmotivada y
no cree en las personas, se siente muy sola e incapaz de encontrar una
solución.
¿Cómo afrontar
los prejuicios y cambiar la mentalidad que impide a
muchas mujeres el darse cuenta que son víctimas de violencia?
Es importante darnos cuenta
de que todos en alguna medida participamos
en este “espiral” de la violencia y hay que medir la
participación de cada uno
en este problema. Además los prejuicios se combaten con la
educación: es
importante analizar cuándo la mujer viene vista como objeto y
cuando viene vista
como persona. Es importante la educación de las niñas y
de las mujeres como
seres independientes.
¿Qué
sugerencias damos a las mujeres víctimas de la violencia y a la
gente que está cerca?
Para la gente que está
cerca es importante respetar los sentimientos de
miedo y de verguënza de estas mujeres, y ofrecer todo el apoyo que
necesiten.
Para las mujeres
víctimas de violencia, es fundamental hablar del
problema y dejarse ayudar, porque una de las cosas que mantiene la
violencia es
precisamente el secreto. También es necesario saber manejar el
miedo y los
pensamientos que muchas veces bolquean a la mujer y le impiden hablar
de este
problema con los demás.
Por otra parte, es muy
difícil que una mujer “cambie” a un hombre
violento: la mujer víctima de violencia sólo puede ver
por sí misma y cambiar
su modo de afrontar este problema. Es indispensable que la mujer se
aleje del
agresor y que ambos reciban un tratamiento psicológico y
psicoterapéutico.
Para concluir, si una
mujeres victima de violencia, puede recurrir al
Centro antiviolencia “Differenza Donna” a via delle Tre Canelle, 15 o
llamar al
teléfono 06 6780537. También puede recurrir a
cualquier centro
anti-violencia presente en el territorio italiano y acercarse al
servicio
de asistentes sociales de los municipios en la zona de
residencia.

20-03-08
Italiano
La Pascua con volto
da donna
In
questa puntata abbiamo presentato un microprogramma intitolato “un tale
Gesù”
prodotto da CIESPAL di José Ignacio e María López
Vigil e abbiamo analizzato il
ruolo della donna in quella epoca, facendo una comparazione con il
ruolo della
donna nella società attuale. Abbiamo visto come Gesù sia
stato un precursore
nell’eguaglianza dei diritti tra uomo e donna perché ha incluso
le donne tra i
suo discepoli, rompendo gli schemi di allora.
Abbiamo
risposto le seguenti domande:
Perché tanti uomini
continuano vedendo
le donne come esseri inferiori?
Tante
volte la donna è vista come un essere debole, incapace di
risolver un problema
serio, troppo sensibile, fragile. È come se l’espressione delle
emozioni fosse
un segno di debolezza. D’altra parte questa sensibilità non
è una
caratteristica della donna, ma ha a che vedere con l’educazione e con i
valori
culturali della società. Queste differenze tra donne e uomini
sono una
responsabilità di tutti, perché tutti ne partecipiamo in
certo modo.
Come si può rimanere
fedeli ai valori
nella società attuale?
Portando
i nostri valori nella vita quotidiana, nelle piccole cose che facciamo
tutti i
giorni. I valori si imparano e si vivono con l’esperienza.
Nella società
attuale, quale contributo
offrono le donne per fare dei rapporti più vivibili con gli
altri?
Una
caratteristica delle donne di oggi è che riescono ad integrare
molte cose
diverse: donne che allo stesso tempo sono madri, lavoratrici,
casalinghe,
educatrici, figlie che hanno cura dei propri genitori… Il modo di
vivere l’
“essere donna” e l’ “essere uomo” dipende dall’educazione e dalla
società in cui
ci troviamo.
Quali suggerimenti diamo
alle donne
perché possano organizzare meglio il proprio tempo?
Cuidarse de las exigencias
excesivas hacia una misma y buscar un equilibrio, porque a veces
queremos ser
“super mujeres” y hacer demasiadas cosas al mismo tiempo.
Avere
cura dell’esigenze eccessive verso se stessa e cercare un’equilibrio,
perché
tante volte vogliamo essere “super donne” e fare troppe cose allo
stesso tempo.
Dopo non ci riusciamo a fare tutto quello che vorremmo, sentendoci
frustrate e
con sensi di colpa per non riuscire. Queste emozioni ci possono portare
a
sviluppare problemi psicologici quali l’ansia e la depressione,
affettando la
nostra autostima e influendo i nostri
rapporti con la famiglia. D’altra parte è molto importante
organizzare il
lavoro di casa con tutti perché è un lavoro noioso che
può diventare un carico
ed un peso soltanto per la donna.
Abbiamo
concluso il programma con un micro della campagna “Migrazione di Donna”
prodotto da Nicaragua, in cui i nostri colleghi ci presentano i sogni e
la
storia di migrazione di una giovane mamma con la sua figlia.
Español
La Pascua con rostro de
mujer
En este programa hemos
presentado un microprograma titulado “un tal Jesús” producido
por CIESPAL de José
Ignacio y María López Vigil, y hemos analizado el papel
de la mujer en aquella
época, haciendo una comparación con el rol de la mujer en
la sociedad actual.
Hemos visto como Jesús fue un precursor de la igualdad de los
derechos entre el
hombre y la mujer, porque incluyó a las mujeres entre sus
discípulos, rompiendo
con los esquemas de aquella época.
Hemos respondido a las
siguientes preguntas:
¿Por
qué muchos hombres continuan viendo a las mujeres como seres
inferiores?
En muchas ocasiones la mujer
es vista como un ser débil, incapaz de resolver un problema
serio, demasiado
sensible, frágil. Es como si la expresión de las
emociones fuera un signo de
debilidad. Por otra parte esta sensibilidad no es una
característica de la
mujer, sino que tiene que ver con la educación y con los valores
culturales de
la sociedad. Estas diferencias entre hombres y mujeres son una
responsabilidad
de todos, porque todos participamos de cierta manera.
¿Cómo
se puede permanecer fiel a los valores en la sociedad actual?
Llevando nuestros valores a
la vida cotidiana, en las pequeñas cosas que hacemos todos los
días. Los
valores se aprenden y se viven con la experiencia.
En
la sociedad actual, ¿cómo contribuyen las mujeres a que
las relaciones con los
demás sean más llevaderas?
Una caractersítica de las
mujeres de hoy es que consiguen integrar muchas cosas diferentes:
mujeres que
al mismo tiempo son madres, trabajadoras, amas de casa, educadoras,
hijas que
cuidan a los propios padres... La forma de vivir el “ser mujer” y el
“ser hombre”
depende mucho de la educación y de la sociedad en la que nos
encontramos.
¿Que
sugerencias damos a las mujeres para que puedan organizar mejor su
tiempo?
Cuidarse de las exigencias
excesivas hacia una misma y buscar un equilibrio, porque a veces
queremos ser
“super mujeres” y hacer demasiadas cosas al mismo tiempo.
Después no alcanzamos
a hacer todo lo que nos proponemos, sintiéndonos frustradas y
con sentimientos
de culpa por “no cumplir”. Estas emociones nos pueden llevar a
desarrollar
problemas psicológicos como el ansia y la depresión,
afectando nuestra
autoestima y repercutiendo en nuestras relaciones con la familia. Por
otra
parte, es importante organizar el trabajo de la casa entre todos porque
es un
trabajo muy rutinario que puede volverse una carga y un peso
sólo para la
mujer.
Concluimos el programa con un
micro de la campaña “Migración con M de Mujer” producido
desde Nicaragua, en
donde nuestros colegas nos presentan los sueños y la
historia de migración de una joven mamá con
su hija.

Italiano
13-04-08
L'associazionismo delle
donne migranti
In
questa puntata abbiamo parlato dell’importanza delle donne migranti che
lavorano con gruppi e comunità. Abbiamo presentato un’intervista
di Rosa
Mendez, una donna brasiliana che forma parte dell’associazione “No.Di.”
e che
ci ha raccontato parte del suo lavoro con altre donne, in una sartoria
a Roma.
Ci
ha accompagnato nello studio Suna Rocha, ecuadoriana ed italiana, che
ci ha
raccontano parte della sua storia familiare, che ha vissuto tra la
cultura
italiana e latinoamericana, da quattro generazioni. Ci ha raccontato
una
piccola parte della sua amplia esperienza professionale e del lavoro
che
realizza presso l’associazione “Terra Nuova”.
D’altro
canto, abbiamo parlato dell’importanza di condividere la propria storia
di
migrazione, perché possiamo aiutare ad altre persone che vivono
un’esperienza
simile e perché possiamo imparare molto su noi stessi.
Español
El asociacionismo de las
mujeres migrantes
En este programa hemos
hablado de la importancia de las mujeres migrantes que trabajan con
grupos y
comunidades. Hemos presentado una entrevista a Rosa Mendez, una mujer
brasileña
che forma parte de la asociación “No.Di.” y que nos ha contado
parte del
trabajo que hace con otras mujeres, en una sartería de Roma.
También nos ha acompañado en
el estudio Suna Rocha, ecuatoriana e italiana, che nos ha contado parte
de la
historia de su familia, che ha vivido entre la culturna italiana y
latioamericana, desde hace cuatro generaciones. Nos ha contado una
pequeña
parte de su gran experiencia profesional y del trabajo que realiza con
la
asociación “Terra Nuova”.
Por otra parte, hemos hablado
de la importancia de compartir la propia historia de migración,
porque podemos
ayudar a otras personas que vivien una experiencia similiar y porque
podemos
aprender mucho sobre nosotros mismos.

06-03-08
Italiano
La donna come “genero forte”
L’8 marzo è il
“giorno
internazionale della donna” per cui in questo mese dedicheremo i
programmi di
orientamento psicologico alle donne migranti.
In questa puntata
abbiamo presentato i testimoni di donne migranti che si sono superati e
che
hanno lavorato con molta costanza e pazienza per fare diventare
realtà i loro
sogni. Abbiamo anche risposto alle domande seguenti:
Il mito della donna
come sesso debole è ancora vigente o è scomparso?
Purtroppo continua ad
essere vigente non solo in America Latina, ma anche in Europa. Quando
le donne
migranti arrivano ad Europa, vivono spesso esperienze di mancanza di
opportunità e di discriminazione. A volte le donne migranti sono
viste soltanto
come “badanti”, “domestiche” o anche come “prostitute”; poche volte si
vede
otre e si riconosce l’intelligenza, l’umanità, il potere e la
forza che esse
hanno.
Come potenziare
l’autostima, elemento chiave nello sviluppo sociale e professionale
della
donna?
L’autostima è una
parola delicata perché si utilizza con significati molto diversi
e perché a
volte sembra come se fosse una ricetta di cucina. Quando ci crediamo
“super
donne” rischiamo di idealizzare le cose e di porci mete
irraggiungibili. Perciò
è molto importante ubicarci e comprendere quali sono i nostri
punti forti e i
nostri punti deboli. Comprendendo i nostri punti deboli possiamo vedere
quali
siano le nostre capacità e i nostri limiti. Possiamo chiederci,
fino a dove
posso arrivare, così come sto adesso? e accettarci con i nostri
sbagli e
difetti. Non siamo perfette. Una volta raggiunto l’equilibrio
nell’autostima,
si possono fare grande cose.
Da dove prendere delle
energie quando la vita diventa difficile?
Come esseri umani e
come donne abbiamo la vita come se fosse divisa: la parte della
sofferenza e la
parte della felicità. È importante pensare che la fase
della sofferenza non
dura per tutta la vita. Sappiamo che ci sono delle cose che ci causano
la
sofferenza però è importante non cominciare a
colpevolizzare. Una volta
superata la fase della sofferenza è importanti sentirci efficaci
e
autosufficienti: è lì dove cominciamo a sviluppare delle
abilità.
D’altro canto, è
importante essere consapevoli delle capacità che abbiamo per
superare le fasi
negative. Dobbiamo anche renderci conto di avere una grande
responsabilità
individuale e bisogna prendere la nostra parte, perché a volte
diamo tutta la
carica all’altro. Prendiamo la nostra parte di responsabilità e
cominciamo a
sviluppare la nostra parte.
Concludendo, abbiamo invitato
a tutte le donne migranti ad avere confidenza su loro stesse ed a
superare la
paura osservando le loro capacità. È molto importante
raggiungere l’equilibrio.
Español
La mujer
como “género fuerte”
El
8 de marzo es el “día internacional de la mujer” por lo que en
este
mes dedicaremos los programas de orientación psicológica
a las mujeres
migrantes.
En
este programa les hemos presentado los testimonios de mujeres
migrantes que se han superado y que han trabajado con mucha constancia
y paciencia
para volver realidad sus sueños. También hemos respondido
a las siguientes
preguntas:
¿El
mito de la mujer como sexo débil sigue vigente o ha desaparecido?
Desgraciadamente
sigue vigente no sólo en Latinoamérica, sino
también en
Europa. Cuando las mujeres migrantes llegan a Europa, frecuentemente
viven
experiencias de falta de oportunidades y de discriminación. A
veces las mujeres
migrantes son vistas sólo como “cuidadoras” “domésticas”
o incluso hasta como“prostitutas”;
pocas veces se ve más allá y se reconoce la inteligencia,
la humanidad, el
poder y la fuerza que ellas tienen.
¿Cómo
potenciar la autoestima, elemento clave en el desarrollo social y
profesional de la mujer?
La
automestima es una palabra delicada porque se usa con significados
muy diferentes y porque a veces parece como si fuera una receta de
cocina.
Cuando nos creemos “super mujeres” nos arriesgamos a idealizar las
cosas y a
ponermos metas inalcanzables. Por eso, es muy importante ubicarnos y
comprender
cuáles son nuestros puntos fuertes y nuestros puntos
débiles. Comprendiendo
nuestros puntos débiles, podemos ver cuáles son nuestras
capacidades y nuestras
limitaciones. Podemos preguntarnos, ¿hasta dónde puedo
llegar, así como estoy
ahorita?, y aceptarnos con nuestros errores y defectos. No somos
perfectas. Una
vez que se consigue el equilibrio en la autoestima se pueden lograr
grandes
cosas.
¿De
dónde sacar la energía cuando la vida se hace
difícil?
Como
seres humanos y como mujeres tenemos la vida como si fuera divida:
la parte del sufrimiento y la parte de la felicidad. Es importante
pensar que
la fase del sufrimiento no dura para toda la vida. Sabemos que hay
cosas que
nos causan el sufrimiento pero es importante no comenzar a culpar. Una
vez
superada la fase del sufrimiento es importante sentirse eficaces y
autosuficientes: es ahí donde comenzamos a desarrollar
habilidades.
Por
otra parte, es importante ser concientes de las capacidades que
tenemos para superar las fases negativas. También hay que darnos
cuenta de que
tenemos una gran responsabilidad individual y hay que tomarnos nuestro
porcentaje, porque a veces le damos toda la carga al otro. Tomemos
nuestro
porcentaje de responsabilidad y comencemos a desarrollar nuestra parte.
Para
concluir, invitamos a todas las mujeres migrantes a tener confianza
en sí mismas y a que superen el miedo observando sus
capacidades. Es muy
importante lograr el equilibrio.

FEBBRAIO
21-02-08:
Italiano
Cosa
succede quando finisce l’amore?
In questa puntata abbiamo risposto alle
domande:
Come renderci conto di un rapporto che
non va bene, per salvarlo prima che vada peggio?
Quando lasciamo troppe cose senza
parlarne e non riusciamo a dialogare con l’altro; quando sentiamo molto
odio e
rancore che non riusciamo ad esprimere.
Perché a volte pensiamo che sia meglio
vivere in una bugia e ci afferriamo ad una persona?
Perché a volte non vogliamo vedere la
realtà e renderci conto che la persona che credevamo ci amasse
non ci ama più.
Questo ci porta ad avere pensieri che non sono funzionali e ci sentiamo
tristi,
angosciati, disperati. Prefferiamo non vedere; chiudere gli occhi e
tirare
avanti, vivendo nell’illusione e giustificando la nostra coppia.
Il suggerimento è essere coscienti
delle differenze culturali per capire l’altro, no per aggredirlo.
Quando
finisce un rapporto molte volte
possiamo sentirci come se fossimo senza via di uscita, cosa possiamo
fare?
Anzitutto, capire che non si può non
soffrire. Quando finiamo un rapporto è impossibile non sentire
dolore. Quello
che possiamo fare e dargli un tempo al dolore. È importante non
vivere nella
illusione, pensando che tutto tornerà ad essere come prima, e
ridefinire la
nostra vita. Una cosa che può aiutarci ad affrontare la perdita
è riprendere
gli aspetti positivi che abbiamo avuto nella relazione e non rimanere
soltanto
con gli aspetti negativi.
Come
affrontare la rabbia, l’impotenza
e sentirci male di fronte ad un abbandono o quando non ci sentiamo
amati?
È importante guardare noi stessi e
capire perché ci sentiamo arrabbiati. Possiamo aiutarci
cambiando i pensieri
negativi che abbiamo verso noi stessi, invece di colpevolizzare
l’altro. A
volte è la nostra percezione del problema quello che ci fa
sentire male.
Cosa
succede quando ci sono dei figli?
Dobbiamo tenere conto che la coppia
si separa, ma i genitori
non devono separarsi dei figli. È molto importante rispettare il
ruolo di padre
e madre di fronte a loro. Se vogliamo sfogarci dobbiamo parlare con
altre
persone che non siano i nostri figli, come amici, colleghi del
lavoro,ecc…
Español
¿Qué
sucede cuando el amor se termina?
En
este programa hemos
respondido a las siguientes preguntas:
¿Cómo
darnos cuenta de que
una relación va mal, para salvarla antes de que empeore?
Cuando
cuando dejamos muchas
cosas sin decir “guardadas”, y no alcanzamos a dialogar con el otro; y
cuando
sentimos mucho odio y rencor, que no podemos expresar.
¿Por
qué a veces pensamos que
es mejor vivir en una mentira y nos aferramos a una persona?
Porque
a veces no queremos
ver la realidad y darnos cuenta de que la persona que creíamos
que nos amaba ya
no nos ama. Esto nos lleva a tener pensamientos que no son funcionales
y nos
sentimos tristes, angustiados, desesperados. Preferimos no ver, cerrar
los ojos
y seguir adelante, viviendo en la ilusión y justificando a
nuestra pareja. La
sugerencia que proponemos es utilizar las diferencias en la cultura
para
entender al otro, pero no para agredirlo.
Cuando
se termina una
relación muchas veces podemos sentirnos como en un
callejón sin salida, ¿qué
podemos hacer?
Primero,
entender que no se
puede no sufrir. Cuando terminamos una relación es imposible no
sentir dolor.
Lo que podemos hacer es darle un tiempo a ese dolor. Es importante no
vivir en
la ilusión, pensando que todo va a ser como antes y redefinir
nuestra vida. Algo
que nos puede ayudar a enferentar esta pérdida, es rescatar las
cosas buenas
que tuvimos en la relación y no quedarnos sólo con los
aspectos negativos.
¿Cómo
enfrentar la rabia, la
impotencia y también el sentirnos mal de frente a un abandono o
cuando no nos
sentimos amados?
Es
importante observarnos
dentro de nosotros mismos y entender porqué nos estamos
enojando. Podemos
ayudarnos cambiando los pensamientos negativos que tenemos hacia
nosotros
mismos, más que culpando a la otra persona. A veces es la
percepción que
tenemos del problema lo que nos hace sentir mal.
¿Qué
sucede cuando hay hijos
en medio?
Hay
que tener en cuenta que
la pareja se separa, pero los padres no se deben separar de los hijos.
Es muy
importante respetar el papel de padre y madre ante ellos. Si queremos
desahogarnos hay que hablar con otras personas que no sean nuestros
hijos, como
amigos, compadres, compañeros del trabajo, etc...
SUGERENCIAS PARA EL EXITO
- Ser
empático con la ex-pareja, “ponerse
en su lugar”.
- Respetar
y reconocer aspectos de la cultura del
otro y seguir siendo fiel a las propias tradiciones.
- Evitar
conflictos por las diferencias culturales a través del dialogo y
la negociación.
- Ser
independiente de las opiniones negativas de la familia hacia la
ex-pareja. No permitir que intervengan negativamente ni dejarse
influenciar.
- Hablar
de las diferencias culturales sin acusar.
- No
justificar con las diferencias culturales. nuestros conflictos con la
ex-pareja
- Evitar
hacer juicios de valor sobre las creencias, ideas, practicas religiosas
y estilos de vida de la ex-pareja.
- Buscar
otro tipo de apoyo (otras redes) en amistades, vecino, centros de
agregación, etc., en el caso que ninguna de las dos familias lo otorguen.
- Recordar
que en una relación de pareja no hay culpables sino que hay
errores de dos adultos y esta en cada uno de ellos asumir sus
responsabilidades.
07-02-08:
“La
costruzione
dell’identità nei giovani migranti nella relazione
con il gruppo di amici e con
la nuova società”.
Italiano
In questa puntata abbiamo parlato
dell’importanza del
gruppo di amici per i giovani migranti e di come le relazioni di
amicizia siano
importanti per la costruzione delle loro identità.
Abbiamo ascoltato le interviste di un
gruppo di
genitori e giovani migranti, che ci dicono se i giovani si sentono e
comportano
più “come italiani” o “come latinoamericani”. Abbiamo visto come
questi giovani
hanno imparato ad adattarsi a diverse situazioni, arricchendo le
proprie
identità.
D’altro canto, abbiamo ascoltato
un’intervista di un
ragazzo peruviano che ci racconta come è stata l’esperienza di
migrare: avere
lasciato la sua famiglia, i suoi amici, il suo paese; la tristezza, le
difficoltà iniziali con la lingua… Allo stesso tempo, i rapporti
di amicizia lo
hanno aiutato a godersi gli aspetti positivi di questa esperienza e gli
hanno
permesso di arricchirsi e di arricchire gli altri attraverso lo scambio.
Concludendo, abbiamo
risposto alle seguenti domande:
Quali vantaggi e risorse ci offre un’amicizia? Cosa implica essere
amico di
qualcuno? Come conservare un’amicizia?
Español
En este programa hemos hablado sobre la gran
importancia que tiene el grupo
de amigos para los jóvenes migrantes, y de cómo las
relaciones de amistad sean
muy importantes para la construcción de su identidad.
Hemos escuchado las entrevistas de un grupo de
padres y de jóvenes
migrantes, en donde nos cuentan si éstos últimos se
sienten y comportan más
“cómo italianos” o “cómo latinoamericanos”. Hemos visto
cómo éstos jóvenes han
aprendido a adaptarse a diferentes situaciones, enriqueciendo su
identidad.
Por otra parte, hemos escuchado una entrevista de un
chico peruano que
nos cuenta cómo ha sido la experiencia de migrar: haber dejado
su familia, sus
amigos, su país; la tristeza, las dificultades iniciales con el
idioma.... Al
mismo tiempo, las relaciones de amistad le han ayudado a disfrutar de
los
aspectos positivos de esta experiencia y le han permitido enriquecerse
y
enriquecer a los demás a través del intercambio.
Finalmente,
hemos
respondido a las siguientes preguntas: ¿Qué ventajas y
recursos nos ofrece una amistad? ¿Qué implica ser amigo
de alguien? ¿Cómo
conservar una amistad
GENNAIO
03-01-08: Tradizioni di culture
diverse: la befana e i Re Magi
Italiano
Abbiamo parlato della
mescola di tradizioni
di culture diverse, come la
Befana, i Re Magi o Babbo Natale e di come le famiglie abbiano modi
diversi di
vivere il significato di queste feste. Abbiamo parlato dell’importanza
di
queste credenze per lo sviluppo dei bambini, tuttavia abbiamo
sottolineato come
la delusione e il confronto con la realtà siano anche parte
della crescita.
Abbiamo sentito come i bambini siano consapevoli e si facciano delle
domande
per dare un senso alle cose che si sentono raccontare.
Español
Hemos hablado de la mescla de
tradiciones de culturas
diversas, como la Befana, los Reyes Magos o Papá Noel, y de
cómo las familias
tengan diferentes maneras de vivir el significado de estas fiestas.
Hemos
hablado de la importancia de estas creencias para el desarrollo de los
niños;
sin embargo, hemos subrayado como la desilusión y la
confrontación con la
realidad sean también parte del crecimiento. Hemos escuchado
cómo los niños
sean concientes y se hagan preguntas para darle un sentido a las cosas
que se
les cuentan.
10-01-08:
Il progetto migratorio e su relazione con la
delusione e la speranza
Italiano
In questa
puntata abbiamo parlato della
delusione e della speranza. Abbiamo
ricordato cosa vuole dire il “progetto migratorio” e come prima di
lasciare il
nostro paese ci creiamo delle aspettative e delle illusioni su quello
che
troveremo nel paese che ci accoglie.
Inoltre,
abbiamo parlato di come l’incontro
con la realtà ci provochi
confusione, tristezza, rabbia e frustrazione, e di come questi emozioni
ci possano
aiutare a riflettere. Riformulare le nostre mete e i nostri obiettivi
in modo
più realistico, valutando quali siano le nostre risorse e i
nostri limiti, ci
aiuta a riprendere la speranza di raggiungerli.
Español
En este encuentro hemos hablado
de la desilusión y la
esperanza. Hemos recordado qué quiere decir el “proyecto
migratorio” y cómo
antes de dejar nuestro país nos creamos aspectativas e ilusiones
sobre lo que
encontraremos en el país que nos acoge. Además, hemos
hablado de cómo el
encuentro con la realidad nos provoque confusión, tristeza,
enojo y
frustración, y de cómo estas emociones nos pueden ayudar
a reflexionar.
Reformular nuestras metas y nuestros objetivos en forma más
realista, valorando
cuáles sean nuestros recursos y nuestros límites, nos
ayuda a retomar la
esperanza de alcanzarlos.
17-01-08:
Il progetto migratorio e la formulazione
degli obiettivi realistici
Italiano
In
questa puntata,
abbiamo presentato interviste con
alcuni giovani migranti che hanno partecipato all’Incontro “I
Giovani migranti…
risorsa e provocazione”, organizzato nella Chiesa S.
Maria della Luce, dalla
Cappellania Latinoamericana
riconosciuta dal Vicariato di Roma in
occasione della giornata mondiale dei migranti e rifugiati stabilita
dalla
Chiesa Cattolica.
Loro
ci raccontano su alcuni problemi che affrontano nella nuova
società, ma
anche quali sono i propri obiettivi; uno di questi è
l’integrazione. Questo ci
ha dato spunto per parlare sull’importanza di riconoscere e accettare
le
differenze.
Le
domande a cui si è cercato di dare risposte in questa puntata
sono:
come
fare per formulare obiettivi realistici?
Cosa
succede se non abbiamo obiettivi?
Che
cose apportano i giovani migranti ai giovani italiani?
Español
En esta transmisión , hemos presentado algunas entrevistas con jóvenes migrantes que
han participado en el
encuentro "Los Jóvenes
migrantes…
recursos y provocaciones", organizadoen la Iglesia S. Maria de
la Luz por la Capellanía
latinoamericana
reconocida por el Vicariato de Roma ,
con
ocasión del día mundial de los migrantes y refugiados
establecido por la
Iglesia Católica.
Ellos nos cuentan sobre algunos problemas que
afrontan en la nueva
sociedad, pero también cuál son sus objetivos, uno de
éstos es la integración.
Esto nos ha dado ocasión para hablar sobre la importancia de
reconocer y
aceptar las diferencias.
Las
preguntas a las que hemos tratado de dar respuestas
en esta transmisión son:
¿cómo hacer para formular objetivos realistas?
¿Qué sucede si no tenemos objetivos?
¿Qué
cosas aportan los jóvenes migrantes a los jóvenes
italianos
24-01-08:
Visione dei giovani italiani su i giovani immigrati
Italiano
Crediamo
sia importante ampliare il nostro orizzonte, perciò
in questa puntata abbiamo presentato “l’altra faccia della medaglia”
dei
giovani. Abbiamo intervistato alcuni ragazzi e ragazze italiani
(interviste fatte da Daniela Mauro) che ci
hanno
raccontato i problemi che vivono e quali credono siano i problemi dei
giovani
migranti.
Le domande che abbiamo proposto sono:
- Quali
sono i problemi che vivono i giovani italiani?
- I
giovani italiani vedono i ragazzi migranti come un pericolo o come una
risorsa?
- Che
differenze e che cose in comune hanno i giovani migranti e i ragazzi
italiani?
- Cosa vogliamo
dire con “integrazione” e che sfide implica?
Español
Creemos que sea importante
ampliar nuestro
horizonte, por lo que en este
programa hemos presentado “la otra cara de la moneda” de los
jóvenes. Hemos entrevistado
algunos chicos y chicas italianos que nos han contado cuáles
problemas enfrentan
y cuáles creen que sean los problemas de los jóvenes
migrantes
Las
preguntas que hemos propuesto son:
- ¿Cuáles
crees que pueden ser los principales problemas que viven los
jóvenes italianos?
- ¿Los
jóvenes italianos ven como un peligro o como un recurso a los
chicos migrantes?
- ¿Qué
diferencias y qué cosas en común tienen los
jóvenes migrantes y los jovenes italianos?
- ¿Qué
cosa queremos decir con “integración” y qué retos implica?
31-01-08:
Le tradizioni nella
relazione tra giovani e genitori migranti.
Italiano
- In questa
puntata abbiamo cercato di rispondere a queste domande:
- Perché
è importante conservare e trasmettere le tradizioni del proprio
paese?
- Cosa succede
quando si nega o si dimentica la propria cultura?
- Quali
problemi si vivono quando si cresce tra due tradizioni?
- Quali
risorse e opportunità hanno i giovani quando crescono
così?
Abbiamo
incluso il punto di vista dei
genitori e dei giovani e abbiamo
parlato dell’importanza che hanno le tradizioni in famiglia: esse sono
parte
della nostra cultura, della nostra identità. Quando le
dimentichiamo o
neghiamo, è come se fossimo una pianta che cerca di sopravvivere
in una terra
diversa, senza radici.
D’altro
canto, abbiamo visto come alcuni
giovani vivono grandi
differenze tra le tradizioni familiari e quelle della cultura italiana,
soprattutto nel modo di trattare le persone adulte. In genere, i
rapporti tra
genitori e giovani latinoamericani si vivono con molto rispetto ma
anche con
maggiore rigidità. Invece, l’educazione dei ragazzi italiani si
percepisce come
più libertà, tanto da sembrare poco rispettosa nei
confronti degli adulti.
Abbiamo
visto
come sia
importante non essere rigidi, come se le tradizioni del nostro paese si
potessero vivere soltanto a casa, o in famiglia: e le tradizioni
“italiane”
solo a scuola o al lavoro. Il dialogo, il “mettersi nel posto del
altro” e
l’apertura verso le differenze sono elementi che ci possono aiutare ad
avere un
maggiore equilibrio tra le due culture.
- (Gli
interviste sono stale raccolte da Daniela Mauro e Gabriela Costanzo)
Español
- En
este programa, hemos tratado de responder a estas preguntas:
- ¿Por
qué es importante conservar y transmitir las tradiciones del
país de origen?
- ¿Qué
pasa cuando se niega o se olvida la propia cultura?
- ¿Qué
problemas se viven cuando se crece entre dos tradiciones?
- ¿Qué
recursos y oportunidades tienen los jóvenes cuando crecen
así?
Hemos
incluido el punto de vista de los padres y de los jóvenes, y
hemos hablado de
la importancia que tienen las tradiciones en familia: son parte de
nuestra
cultura, de nuestra identidad. Cuando las olvidamos o las negamos, es
como si
fuéramos una planta que trata de sobrevivir en una tierra
diferente, sin sus
raíces.
Por
otra parte, hemos visto cómo algunos jóvenes viven
grandes diferencias entre
las tradiciones familiares y las de la cultura italiana, sobre todo en
la
manera de tratar a la gente mayor. En general, las relaciones entre
padres y
jóvenes latinoamericanos se viven con mucho respeto, pero
también con mayor
rigidez. En cambio, la educación de los chicos italianos se
percibe con mayor
libertad. Sin embargo, algunas veces llegan a ser irrespetuosos hacia
la gente
mayor.
Hemos
visto cómo es
importante no caer en los extremos, como si las tradiciones de nuestro
país
sólo pudieran vivirse en casa, o en la familia; y las
tradiciones “italianas”
sólo en la escuela o en el trabajo. El diálogo, el
“ponernos en los zapatos del
otro” y la apertura a las diferencias, son elementos que nos pueden
ayudar a
tener un mayor equilibrio entre las dos culturas.

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